Lezioni di fotografia archeologica: l'architettura

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tempio tolemaico di Deir el Medina

Il tempio tolemaico di Deir el Medina

Nei precedenti articoli sono state affrontate le principali tematiche della metodologia fotografica per l'archeologia: è arrivata l'ora di mettere in pratica qualche nozione analizzando qualche fotografia sparsa in rete come "caso di studio".

Partirei subito con una foto tratta da Egiptology News, il blog tematico di Andie Byrnes, che potete vedere nella thumb nell'angolo alto a sinistra. Come mi ha rivelato l'autore, si tratta semplicemente di una fotografia point & click, senza troppi fronzoli e senza troppa attenzione, scattata durante le ultime vacanze natalizie, quindi la prendo ad es. con pura finalità didattica.

Inquadratura: la scelta dell'inquadratura è interessante, poiché posiziona l'elemento principale della foto sulla destra e attraverso le linee diagonali del muro di sinistra crea un utile effetto di linee di fuga. Così facendo, l'occhio tende a leggere la foto da destra verso sinistra, ma siccome l'abitudine occidentale nella scrittura è leggere da sinistra verso destra, l'osservatore tenderà a "rimbalzare" da un lato all'altro dell'immagine, sebbene in modo un po' articificiale e forzato. Sarebbe servito qualche passo indietro per includere in maniera completa la facciata del monumento, che in questo caso si trova troppo costretta nei confini della foto, tanto che parte della scalinata viene tagliata via: avrebbe così anche avuto più risalto l'asse di legno che si trova sulle scale, che crea una interessante linea diagonale quasi ad invitare l'osservatore ad entrare nel monumento, ed una maggior porzione di cielo avrebbe dato pieno risalto alle linee diagonali,  fino a far ritenere che la posizione perfetta per il taglio dato all'inquadratura era porre il lato nord della facciata in una ipotetica linea diagonale continua che iniziava dall'angolo alto destro dell'immagine.. Le linee appena leggermente cadenti non disturbano affatto.

Luce: qui si trovano i maggiori problemi dell'immagine. La posizione del sole rispetto al fotografo è corretta, trovandosi a 1/4, ma è praticamente perpendicolare al monumento: questo provoca un completo appiattimento dei rilievi, già appena accennati, che si trovano sulla facciata. Dato l'orientamento del tempio, ipotizzo che l'orario migliore o il periodo della giornata nel quale ricercare la giusta luce sia dopo mezzogiorno fino al primo pomeriggio, in ogni caso non nella parte iniziale della giornata quando il sole, sorgendo ad est, spara i suoi raggi in modo appunto troppo verticale rispetto a questo lato del monumento

Messa a fuoco: pecca anche leggermente la messa a fuoco. Probabilmente sul momento attraverso il live view non si nota appieno questo problema, ma la parte terminale del muro sul bordo sinistro è leggermente fuori fuoco, cosa che si nota subito in quanto la parte del muro che si trova al centro dell'immagine è perfettamente a fuoco. Questa situazione può generarsi o da una impostazione non corretta dell'AutoFocus oppure da una scelta sbagliata del diaframma. che generalmente nelle foto d'architettura andrebbe tenuto sempre compreso tra f11 e f16, tanto più che nell'occasione la splendida giornata non creava problemi di luce.

Post-produzione: sembra anche mancare una minima postproduzione dell'immagine che sistemi un pochettino quanto meno curve e livelli. Qui di seguito vi mostro una veloce elaborazione, tenendo presente che ho anche applicato un leggero filtro freddo in modo tale da schiarire leggermente l'immagine, che si era nel frattempo caricata sul canale dei gialli, probabilmente a causa di un non proprio correttissimo bilanciamento del bianco (presumo scatto effettuato in AWB). L'intervento con un programma di postproduzione ci offre anche l'opportunità per dare uno sguardo all'istogramma, che ho piazzato sull'angolo in alto a sinistra della foto: questo strumento è di fondamentale importanza nella fotografia digitale poiché ci offre un'anteprima precisa sulla gamma dinamica coperta dalla foto e sulla sua luminosità. Come si può vedere, ho anche aggiunto 6 linee rosse che suddividono l'istogramma in un ipotetico intervallo di 5 stop: la forma a campana denota una ottima immagine, dove sono presenti le ombre (in misura minore) e le alteluci (in misura maggiore) in maniera ben definita, ma soprattutto i toni medi, a significare che non sono presenti contrasti troppo pronunciati ma il sensore della fotocamera è stato fatto lavorare come si deve, a completa copertura della sua gamma dinamica e della sua luminosità (il risultato è comunque dovuto ad un leggero restringimento dell'istogramma stesso, come si può notare, che originariamente era rimasto scoperto sulle alte luci).

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L'immagine inserita nell'articolo è ridotta alle dimensioni di 600x400 pixels per motivi di spazio: potete in ogni caso salvarla sul vostro pc per osservarla alle dimensioni originali con il lato a 1400px. Così sistemata, la foto fa davvero una gran figura (a mio modesto parere), sebbene come documentazione di un monumento archeologico soffra di quella mancanza di direzionalità della luce che esalta i bassorilievi in facciata, come spiegato inizialmente. Voglio infine ringraziare Andy per avermi concesso il permesso di utilizzare la sua immagine per questo breve tutorial didattico e v'invito a seguire il suo blog, una vera miniera di news sull'Egitto antico!

PS: se volete farvi un giro su Google Earth alla ricerca del monumento, queste sono le coordinate: Lat 25°43'44.10"N, Long 32°36'7.47"E.

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